Il mondo dell’Intelligenza Artificiale ha raggiunto un nuovo traguardo grazie ad Amazon, che durante una conferenza AWS re:Invent 2023, ha presentato Titan Image Generator, un generatore in grado di creare immagini di “qualità di studio”e si distingue soprattutto per le sue misure di sicurezza. Titan Image Generator  è un modello di intelligenza artificiale generativa che offre svariate funzionalità interessanti. Inoltre, è già disponibile in anteprima per i clienti AWS sulla piattaforma Bedrock di Amazon.

Titan non è un’app né tantomeno un sito web indipendente, si tratta di uno strumento che i programmatori possono utilizzare per sviluppare i propri generatori di immagini basati su questo modello. Per usarlo è necessario accedere ad Amazon Bedrock. 

Swami Sivasubramanian, vicepresidente di AWS per database, analisi e apprendimento automatico, ha rivelato che il Titan Image Generator oltre a creare nuove immagini basate su descrizioni testuali è anche in grado di personalizzare quelle esistenti, di modificare gli sfondi e creare immagini di lifestyle mantenendo il soggetto principale, offre quindi un sacco di opzioni creative. Questo strumento è principalmente rivolto al pubblico aziendale.

Amazon ha definito filigrane invisibili tutto ciò che includeranno le immagini create con Titan. Vasi Philomin, vice presidente per l’AI generativa presso AWS, ha dichiarato che questo fa parte degli impegni che Amazon ha preso con la Casa Bianca a luglio.

Alcune delle sue parole rilasciate in un’intervista sono state: “Desideravamo un modo per contrassegnare un’immagine come creata con l’AI, e specificamente con il Generatore di Immagini Titan, che non interferisse con il visivo, senza latenza, e che non potesse essere ritagliato o compresso”. 

Cosa ha creato Amazon?

Amazon ha creato un’API a cui le persone possono connettersi e poi inviare l’immagine per verificarne la provenienza. Philomin ha dichiarato che ciò è stato progettato intenzionalmente. Titan non è un prodotto finito, ma semplicemente un modello, grazie al quale i programmatori possono lavorare con il generatore di immagini e scegliere come fornire le informazioni agli utenti.

Amazon inoltre, sostiene che il Titan Image Generator è stato addestrato su una vasta gamma di set di dati.

Aziende come Stability AI e OpenAI permettono di addestrare i modelli senza usare specifici set di dati, mentre altre come Adobe e Getty Images stanno sviluppando sistemi di compensazione per i creatori.

Copyright e proprietà intellettuale

Sivasubramanian ha dichiarato sul palco dell’AWS re:Invent che Amazon proteggerà tutti i clienti accusati di aver violato il copyright con le immagini generate da Titan, in linea con la sua AI indemnification policy (politica di indennizzo dell’AI). Questa è una gioia per tutti i clienti AWS preoccupati per il regurgitation, ovvero quando un modello generativo produce una copia speculare di un esempio di addestramento.

Sicurezza e disinformazione

Inoltre, al fine di contrastare la disinformazione e la manipolazione delle immagini generate dall’Intelligenza Artificiale, Amazon prevede anche di dotare tutte le immagini create da Titan di un watermark, una filigrana invisibile “resistente alle manomissioni” per definizione. Questo perché è presente sempre di più la minaccia dei deepfake e dall’abuso delle immagini generate dall’IA, come nel caso delle immagini di abusi su minori, che hanno sollevato preoccupazioni molto gravi per quanto riguarda la sicurezza online.

Impegno

Infine, Sivasubramanian ha evidenziato che l’integrazione dei watermark fa parte dell’impegno sull’IA preso da Amazon con la Casa Bianca a luglio. Anche Google e Microsoft hanno adottato il sistema ontent Credentials sviluppato dalla Coalition for Content Provenance and Authenticity e hanno trovato soluzioni interne per affrontare le problematiche di sicurezza e autenticità delle immagini.

Il Titan Image Generator di Amazon rappresenta senza dubbio un passo in avanti nell’IA generativa. Questo strumento offre possibilità creative e soluzioni che rispondono alle preoccupazioni sulla privacy. Tuttavia, tutto questo solleva domande aperte sulla piena protezione contro la manipolazione delle immagini nell’era digitale, ormai in continua evoluzione.

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