Dopo avere festeggiato i suoi 25 anni di attività, Google riesce sempre a stupire. Questa volta lo fa con Google Bard, un collaboratore creativo che ci aiuta ad immaginare nuove possibilità e ci dà una mano con idee e progetti in pochissimo tempo.

Google Bard nasce come concorrente/competitor diretto di ChatGPT, noto chabot versatile creato da OpenAI.

Oggi è molto importante conoscere le possibilità che ci offre l’intelligenza artificiale generativa, questa ci può facilitare la vita, consentendo soprattutto ai professionisti di ottimizzare risorse in poco tempo. Solitamente si parla di ChatGPT, ma è sempre più comune rivolgere la nostra attenzione a Google Bard. Ma cos’è e a cosa serve?

Google Bard è una sorta di chatbot virtuale che consente di ottenere risposte testuali e visive immediate dopo aver fatto una specifica richiesta. La cosa più interessante è che per ora tutte le sue funzioni sono gratis e che possiamo utilizzarlo per generare testi di qualsiasi tipo: e-mail di lavoro, temi, abstract o per trovare informazioni specifiche sulle cose che ci interessano maggiormente.

Per quanto riguarda le sue caratteristiche tecniche, Google Bard si basa sul modello linguistico di ricerca LLM, più precisamente utilizza la soluzione ottimizzata di LaMDA. Inoltre, rispetto alla versione base di ChatGPT, Bard è aggiornato in tempo reale e quindi ottiene i dati internet.

La domanda che sicuramente adesso ci frulla per la testa è una sola: “Cosa posso fare con Google Bard?” In questo caso, la risposta prevede una serie di opzioni, quelle più interessanti dal mio punto di vista includono:

  • Scrivere un testo di qualsiasi genere
  • Riassumere o fare la sintesi di un contenuto
  • Analizzare un’immagine
  • Analizzare un brand
  • Creare la bozza di un progetto
  • Programmare
  • Pianificare diverse operazioni
  • Cambiare tone of voice di un testo.
  • Mostrare piccoli tutorial, ad esempio come cambiare la password di WordPress o altro.

Senza dubbio per me però, l’aspetto più interessante riguarda la capacità che Bard ha di interagire con i dati online.

Come si usa?

Per iniziare ad utilizzare questo chatbot dobbiamo andare all’home page di Google Bard dove ci troveremo di fronte ad una schermata semplice.

Homepage di Google Bard

Homepage di Google Bard

In alto abbiamo uno spazio con dei link che ci suggeriscono cosa fare, a sinistra abbiamo la cronologia delle domande fatte e in basso abbiamo il box per aggiungere il prompt di comando.

In alto a destra invece, troviamo impostazioni, con gestione privacy e cambio layout da chiaro a scuro. Possiamo utilizzare anche il microfono per le richieste.

Una volta ottenuto ciò che abbiamo richiesto, possiamo anche modificare il tono e lo stile delle risposte di Bard scegliendo tra cinque opzioni: semplice, lungo, breve, professionale o informale. Il risultato finale si può condividere anche su Google Docs o Gmail.

A questo indirizzo potete trovare diversi video tutorial su come utilizzare Google Bard.

Google Bard e i video di YouTube

Secondo quanto annunciato dal colosso tecnologico, Bard è in grado di analizzare i video di YouTube per estrapolare informazioni specifiche da condividere con noi utenti.

Ciò vuol dire che se non abbiamo tempo da dedicare alla visione di un video ci pensa Google Bard.

Possiamo chiedere a lui di elencarci in modo ordinato il contenuto. Ad esempio, se abbiamo voglia di cucinare un dolce, Bard può elencarci gli ingredienti della ricetta preparata da un creator senza che ci guardiamo il video. Si tratta di una soluzione molto utile, ma che per il momento è disponibile solo come esperienza Labs.

Questa nuova opzione di Google Bard ha ancora bisogno di qualche aggiornamento per essere al 100% funzionale. Secondo quanto riportato da The Verge, Bard non è ancora in grado di estrapolare una ricetta completa, ma se si chiedono le istruzioni passo passo, sembrerebbe più che in grado di fornire tutti i dettagli richiesti.

Visto il grande entusiasmo per questa nuova opzione, Google ha annunciato: “Abbiamo sentito che desideri un coinvolgimento più profondo con i video di YouTube. Stiamo quindi espandendo l’estensione YouTube per comprendere alcuni contenuti video in modo che tu possa avere una conversazione più approfondita con Bard al riguardo”.

Ma adesso io mi sto chiedendo se l’intelligenza artificiale sarà davvero in grado di riassumere tutte le informazioni presenti in un video, quale sarà allora il lavoro degli YouTuber in futuro? Non ci sono dubbi, da un lato Bard, o tutti questi similari nuovi strumenti di AI agevolano gli utenti ma dall’altro mettono anche a rischio il lavoro dei creator.

E tu cosa ne pensi in merito alla questione? Ti lascio con questa domanda che ti farà pensare.

Qualche pensiero finale

Abbiamo parlato di una tecnologia sperimentale, quindi una cosa è certa: Google Bard non è ancora perfetto. La verità è che forse non lo sarà mai soprattutto se ci aspettiamo risposte perfette ed è anche vero, che, come ChatGPT, può riportare anche errori. Il consiglio che ti do è di valutare con occhio critico e attento ciò che ti viene riportato da questo strumento.

L’intelligenza artificiale generativa non deve essere un sostituto della tua capacità di giudizio. Insieme si possono fare grandi cose ma se lasciamo in modo in mano all’AI rischiamo errori grandi.